Il Tribunale di Mosca ha condannato – in contumacia – il Vice Presidente Rosario Salvatore Aitala e otto magistrati della Corte penale internazionale (CPI) per aver emesso mandati di arresto nei confronti di alcuni esponenti al vertice delle istituzioni della Federazione Russa, accusati di aver commesso crimini “under International Law”.
Questo attacco ai giudici della CPI segue le sanzioni adottate dal governo degli Stati Uniti il 5 giugno e il 20 agosto 2025, che manifestano un atteggiamento parimenti allarmante nei confronti della Corte.
La pronuncia del Tribunale di Mosca è priva di qualsivoglia legittimità secondo il diritto internazionale.
La Società Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione Europea (SIDI) dichiara con forza la più ferma condanna di questa decisione ed esprime la solidarietà degli studiosi del diritto internazionale e del diritto dell’Unione Europea al Vice Presidente e ai magistrati della CPI per l’inaccettabile gravissimo attacco alle prerogative loro e dell’intera Corte e per la violazione dei principi e delle regole che sono il fondamento della giustizia internazionale penale.
Chiede che il Governo italiano prenda posizione per riaffermare la propria convinta adesione agli obblighi che derivano dallo Statuto di Roma.




