Il caso Contrada e il concorso esterno in associazione mafiosa davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Emanuele Nicosia, magistrato

La lunga vicenda giudiziaria di Bruno Contrada – già dirigente della Polizia di Stato, dal 1973 capo della Squadra mobile di Palermo e poi numero tre del SISDE, arrestato nel 1992 con l’accusa di aver trasmesso a esponenti di Cosa nostra informazioni riservate sulle attività investigative in corso e infine condannato nel 1996 dal Tribunale di Palermo a dieci anni di reclusione per concorso in associazione di tipo mafioso, con sentenza divenuta poi definitiva – ha conosciuto da poco un nuovo (inaspettato?) sviluppo, che ha di fatto “riaperto” il caso: con la sentenza (qui la traduzione in italiano) Contrada c. Italia n. 3 del 14 aprile 2015, la Corte europea dei diritti dell’uomo (d’ora in poi: “Corte EDU”) ha accolto all’unanimità il ricorso di Contrada contro la condanna inflittagli dai giudici italiani e condannato lo Stato italiano a risarcire allo stesso i danni morali subiti. Continua a leggere

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The Fog of Technology and International Law

Duncan B. Hollis, Temple University School of Law

War is the realm of uncertainty; three quarters of the factors on which action in war is based are wrapped in a fog of greater or lesser uncertainty.

Carl von Clausewitz, Vom Kriege (1832), Bk. 1, Ch. 3.

It is a cruel and bitter truth that in the fog of war generally and our fight against terrorists specifically, mistakes — sometimes deadly mistakes — can occur.  But one of the things that sets America apart from many other nations, one of the things that makes us exceptional is our willingness to confront squarely our imperfections and to learn from our mistakes. 

U.S. President Barack Obama, April 23, 2015

I arrived in Rome for a month-long visit at LUISS Guido Carli University to find a country wrestling with the tragic news of the death of one of its own – Giovanni Lo Porto. As President Obama himself announced, the United States inadvertently killed Lo Porto and Warren Weinstein, a USAID contractor, as part of a January drone strike targeting an al Qaeda compound in the Afghanistan-Pakistan border region. Both aid workers were Al Qaeda hostages; Lo Porto had been kidnapped in 2012, while Weinstein was abducted in 2011. Continua a leggere

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Quale protezione per le persone sfollate a seguito di un disastro?

Flavia Zorzi Giustiniani, Università Telematica Internazionale Uninettuno e coordinatore nazionale del progetto FIRB International Disaster Law Project

A distanza di due settimane dal terremoto che ha sconvolto il Nepal, ancora incerto é il numero delle vittime e dei feriti mentre la ricerca dei sopravvissuti prosegue senza sosta (sulle problematiche emerse nella risposta, latu sensu, al disastro si vedano i contributi di E. Sommario e L. Cosenza su questo blog). Una conseguenza di tutto rilievo della catastrofe sembra tuttavia restare in secondo piano nella copertura mediatica della vicenda. Si tratta del massiccio sfollamento di persone che é iniziato immediatamente dopo il terremoto e che non accenna ad arrestarsi. Continua a leggere

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Mens rea e responsabilità dello Stato per illecito di genocidio (ancora sulla sentenza della Corte internazionale di giustizia)

Giulia Landi, Università di Firenze

Il 3 febbraio 2015 la Corte internazionale di giustizia (CIG) si è pronunciata sulla controversia tra Croazia e Serbia circa l’applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (v. la sentenza). Il procedimento era stato riferito alla CIG dalla Croazia, che aveva richiesto alla Corte sulla base dell’art. IX della Convenzione sul genocidio di riconoscere la responsabilità internazionale della Federazione Jugoslava (Serbia e Montenegro) per gli eventi occorsi durante la guerra del 1990-1995 e rientranti nella fattispecie di atti di genocidio. In seguito alla dissoluzione della Federazione prima e alla dichiarazione di indipendenza del Montenegro poi, la Serbia è rimasta la legittima controparte. Nella propria domanda riconvenzionale, la Serbia ha per contro sostenuto il sussistere della responsabilità internazionale della Croazia per atti di genocidio compiuti il 5 agosto 1995 durante l’“Operazione tempesta”, l’offensiva militare croata messa a punto per riconquistare i territori della Krajina. Continua a leggere

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Un nuovo soft instrument per garantire il rispetto della Rule of Law nell’Unione europea

Lucia Serena Rossi, Università di Bologna

Le recenti ed inquietanti dichiarazioni pubbliche del premier ungherese Victor Orban ripropongono in maniera urgente all’Unione europea di vigilare sul rispetto della Rule of Law.
Orban ha dichiarato di ispirarsi ad un modello di “democrazia non liberale”, focalizzata non sui diritti individuali ma su quelli della “comunità”, e addirittura ha evocato necessità di un dibattito sull’introduzione della pena di morte. Tali dichiarazioni hanno provocato sdegnate reazioni dei Presidenti della Commissione e del PE e di alcuni leader come Angela Merkel.
Il tema della Rule of Law è centrale per la sicurezza dei diritti, per l’identità europea ed in ultima analisi anche per la credibilità dell’Unione. Continua a leggere

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Il terremoto in Nepal e la risposta (del diritto) internazionale

Emanuele Sommario, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, Coordinatore d’unità dell’International Disaster Law Project

Le immagini che ci giungono dal Nepal costituiscono un drammatico monito che ci rammenta della fragilità dell’uomo e di quanto si affanna a edificare su questa terra. La mattina del 25 aprile ha segnato l’inizio di una delle pagine più difficili della vita recente del paese. Al 5 maggio, le statistiche parlano di oltre 7.400 morti e più di 14.000 feriti, ma il numero totale di quanti hanno bisogno di assistenza a seguito del terremoto supera gli 8 milioni di individui. Fonti governative riferiscono di oltre 160.000 abitazioni completamente distrutte, mentre quasi 143.000 sono state danneggiate in maniera più o meno grave. Le persone costrette ad abbandonare le proprie case sono 1,2 milioni e l’ufficio delle Nazioni unite per il Coordinamento dell’Affari Umanitaria (OCHA) riporta che le attività rivolte a garantire livelli d’assistenza minimi alle vittime del disastro costeranno 415 milioni di dollari per i prossimi 3 mesi. Ad oggi ne sono stati raccolti 71. Continua a leggere

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Nepal: un ‘disastro’ evitabile? Sull’importanza della riduzione del rischio di disastri alla luce degli strumenti internazionalistici rilevanti

Livia Cosenza, UN OHCHR Sri Lanka Investigation Team, Università di Palermo

1. L’attenzione dei media in questi giorni si è concentrata essenzialmente sulla necessità di garantire una risposta rapida ed effettiva al terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile e sulle difficoltà riscontrare nella distribuzione degli aiuti. La vicenda nepalese presenta, tuttavia, profili di interesse soprattutto in relazione alla preparazione e prevenzione ai disastri naturali.
Gli effetti devastanti del sisma costituiscono un’ulteriore dimostrazione del fatto che l’impatto di catastrofi di origine naturale, sia in termini di perdite umane che di costi economici, varia sensibilmente a seconda dei diversi Paesi e, nell’ambito dello stesso Paese, a seconda dei diversi gruppi sociali. Continua a leggere

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L’esercizio dell’azione penale nei confronti dei trafficanti di migranti: le responsabilità dell’Italia… e quelle degli altri

Alessandra Annoni, Università Magna Graecia di Catanzaro

Stando a quanto affermato dal Presidente del Consiglio dei ministri nelle sue Comunicazioni al Senato alla vigilia del Consiglio europeo straordinario del 23 aprile scorso, le autorità italiane avrebbero ad oggi arrestato più di mille persone implicate nel traffico di migranti attraverso il Mediterraneo. Solo una minima percentuale di queste, però, è stata o sarà effettivamente processata in Italia.

Eppure non mancano, nel nostro ordinamento, fattispecie incriminatrici assistite da sanzioni severe per i trafficanti. Viene in rilievo, anzitutto, il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, previsto dall’art. 12 del testo unico sull’immigrazione, e sanzionato – oltre che con aspre multe – con pene che possono arrivare fino a trenta anni di reclusione nelle ipotesi, tutt’altro che rare, in cui gli atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato siano stati compiuti a scopo di lucro e abbiano riguardato cinque o più migranti le cui vite, o la cui incolumità personale, siano state messe a rischio durante il trasporto. In ragione del trattamento riservato ai migranti, poi, la condotta dei trafficanti potrebbe integrare i delitti di percosse (art. 581 c.p.), lesioni personali (art. 582 c.p.), ingiuria (art. 594 c.p.), sequestro di persona (art. 605 c.p.), violenza sessuale (art. 609-bis), violenza privata (art. 610 c.p.) o minaccia (art. 612 c.p.). Nei casi, fin troppo frequenti, in cui la traversata si concluda tragicamente, ai trafficanti potrebbero essere contestati anche il delitto di naufragio doloso (art. 428 c.p.) o colposo (art. 449 c.p.) e quello di omicidio colposo (art. 589 c.p.) o di morte o lesione come conseguenza di altro delitto (art. 586 c.p.).

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Tratta degli esseri umani, uso della forza internazionale e prevenzione dei naufragi ( … dello stato di diritto)

Gabriella Carella, Università di Bari

Le notizie dell’ennesimo naufragio (sul quale si vedano anche gli interventi di F. De Vittor e C. Favilli, in questo Blog), causa della morte di centinaia di persone che cercano di raggiungere le nostre coste partendo dalla Libia, hanno suscitato un profondo e generalizzato cordoglio, ma, nello stesso tempo, hanno costituito stimolo alla ricerca di soluzioni. In particolare, la vicenda è servita a suscitare – come forse mai si era verificato prima d’ora –  l’attenzione energica ed appassionata dei nostri organi di governo rispetto al problema della tratta degli esseri umani. E difatti, alle denunce vigorose, volte a disvelare la reale natura di un fenomeno che costituisce il nuovo schiavismo dei giorni nostri, si è accompagnato l’impegno a porre in prima linea il nostro Stato nella lotta alla tratta grazie ad un progetto di bombardamenti aerei che, affondando i barconi, porrebbero definitivamente fine ai viaggi della morte (v. anche qui).  Continua a leggere

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The Court of Justice of the EU Rules on the Power of the European Commission to Withdraw Legislative Proposals

Chiara Sisler, University of Trento

In its judgment of 14 April 2015, the CJEU ruled, for the first time, on the scope and limits of the Commission power to withdraw a legislative proposal. In particular, it held that «where an amendment planned by the Parliament and the Council distorts the proposal for a legislative act in a manner which prevents achievement of the objectives pursued by the proposal and which, therefore, deprives it of its raison d’être, the Commission is entitled to withdraw it». The Court also stated that the exercise of such a power must be subject to certain conditions aimed at safeguarding the role of the legislator and other fundamental principles of the EU legal system. Continua a leggere

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