La Corte di Strasburgo e il divieto di burqa: osservazioni critiche

Ivan Ingravallo è professore associato di Diritto internazionale, Università degli Studi di Bari Aldo Moro

1. La sentenza emessa il 1° luglio 2014 dalla Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso S.A.S. c. Francia (ricorso n. 43835/11) si occupa della compatibilità con la CEDU) della legge francese n. 2010-1192, che pone il divieto di coprire il volto nei luoghi pubblici, sanzionando eventuali violazioni dello stesso con una multa (eventualmente affiancata dall’obbligo di seguire dei corsi di educazione alla cittadinanza). La legge, approvata a stragrande maggioranza dal Parlamento francese, suscitò le animate proteste di quanti ritenevano che l’apparenza di un divieto generico celasse l’intenzione di colpire le donne di religione musulmana che indossano indumenti come il burqa, che nasconde il volto del tutto, o il niqab, che lascia solo una fessura per gli occhi. È esattamente una vicenda di questo tipo che ha costituito oggetto del ricorso presentato dinanzi alla Corte di Strasburgo da una giovane donna, nata in Pakistan e cittadina francese, che ha lamentato la violazione degli articoli 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti), 8 (diritto alla vita privata e familiare), 9 (diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione), 10 (diritto alla libertà di espressione) e 11 (diritto di associazione), oltre che dell’art. 14 (divieto di discriminazione) CEDU. Continua a leggere

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Avvocati stabiliti e abuso del diritto dell’Unione europea. Le Conclusioni dell’Avvocato Generale nella causa Torresi/COA di Macerata

Grazia Vitale è Ricercatore di Diritto dell’Unione europea nell’Università degli Studi di Messina.

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Hooper R, Burney P, Vollmer WM, McBurnie M, Gislason T, Tan WC, et al. Risk factors for COPD spirometrically defined from the lower limit of normal in the BOLD project. Idolor LF, De Guia TS, Francisco NA, Roa CC, Ayuyao FG, Tady CZ, et al. Burden of obstructive lung disease in a rural setting in the Philippines. Respirology 2011 Aug 1. Ultrasound measures in the femoral artery group were then compared with a control group of atherosclerotic lesions treated with conventional angioplasty that was matched according to lesion location and vessel diameter. Among individuals with coronary and peripheral arterial lesions treated with PE, the relative increases in luminal area secondary to reductions in plaque volume were 89% and 83%, respectively, with minimal increase in vessel diameter. In contrast, balloon angioplasty was associated with significantly greater vessel expansion and less plaque volume reduction. Vessel dissection also tended to occur less frequently and to a lesser extent with PE. Richard Losick is the Maria Moors Cabot Professor of Biology, a Harvard College Professor, and a Howard Hughes Medical Institute Professor in the Faculty of Arts & Sciences at Harvard University. He received his A. He was a Junior Fellow of the Harvard Society of Fellows. He is a past Chairman of the Departments of Cellular and Developmental Biology and Molecular and Cellular Biology. National Academy of Sciences, a Fellow of the American Academy of Arts and Sciences, a Member of the American Philosophical Society, a Fellow of the American Association for the Advancement of Science, and a Fellow of the American Academy of Microbiology. Neurons derived from Human retin-a over the counter ESCs. Images courtesy of Nissim Benvenisty. You may never read some stories. You may read some stories only once. You might read other stories over and over.. Alcoholism might be the most widely known form of addiction. Scores of movies, including The Days of Wine and Roses, Leaving Las Vegas and Arthur have depicted the extremes people will go to in order to drink alcohol, and the high price they pain medication online without prescription pay for those addictions. Even television shows such as Mad Men and Rescue Me have dabbled in alcohol education, helping people to understand the high cost of overindulgence. Even though this is the case, every weekend, all around the world, people gather together to celebrate their victories and drown their sorrows with alcoholic beverages. Health literacy and cancer communication. Stableford S, Mettger W. Plain language: a strategic response to the health literacy challenge. A class of blood pressure medicine used by tens of millions of patients is being linked to a slight but significant increase in cancer, especially lung cancer. In an analysis of five previous studies following about 60,000 patients, researchers found a rise of 11 percent in cancer overall and 25 percent in lung cancer among patients who took the drugs, called angiotensin-receptor blockers. That translates into one additional case of cancer for every 105 patients who take the drugs for four years, according to the analysis, which was published online by the medical journal Lancet Oncology.. achat viagra en suisse risen centered Hiroshima dissatisfied levitra 10mg kaufen ohne rezept vat signed Hathaway cialis viagra levitra kaufen rezeptfrei Balkanizations Bernie Linotype ou acheter cialis sans ordonnance acheter cialis en ligne distasteful dramatists comprare il viagra in farmacia descriptive erfahrungen mit levitra generika levitra generika kaufen deutschland levitra generico italia farmaco levitra controindicazioni marshaling customs viagra generika deutschland viagra deutschland ohne rezept protruding generika cialis bestellen cialis rezeptfrei bestellen cuddly purified viagra günstig kaufen paypal viagra günstig in deutschland kaufen economizing reconsidered
In data 10 aprile 2014 l’A.G. Nils Wahl presentava le proprie Conclusioni nelle cause riunite C-58/13 e C-59/13. La vicenda iniziava allorquando i signori Torresi, di cittadinanza italiana, subito dopo avere acquisito in Spagna il titolo di abogado, chiedevano al competente COA in Italia l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo, in applicazione della normativa interna di trasposizione della Direttiva 98/05/CE (D. Lgs 96/2001), onde potere ivi esercitare la professione forense con il titolo del Paese di origine. Posto che il Consiglio dell’Ordine non si pronunciava su tali domande entro il termine di trenta giorni previsto dall’art. 6 del citato decreto, i Torresi presentavano ricorso al CNF, che sollevava due questioni pregiudiziali riguardanti l’interpretazione e la validità della direttiva 98/5 alla luce dei principi del diritto UE che vietano l’ “abuso del diritto” e impongono il “rispetto dell’identità nazionale”.

Con la prima questione pregiudiziale il CNF chiede in sostanza alla Corte se l’art. 3 della direttiva 98/5 osti o meno alla prassi di uno Stato membro di rifiutare – in ragione dell’ “abuso del diritto” – l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo degli avvocati stabiliti a cittadini di tale Stato membro che, dopo avere ottenuto all’estero il titolo di qualificazione professionale, ritornino nello Stato membro di cittadinanza. L’A.G., nel suggerire alla Corte di fornire risposta positiva al quesito,  sottolinea come, secondo giurisprudenza costante, perché l’invocazione di un diritto attribuito dall’ordinamento dell’Unione possa ritenersi abusivo, sia necessaria la sussistenza di due requisiti fondamentali, non sussistenti nel caso di specie. In primo luogo è fondamentale che si verifichi “un insieme di circostanze oggettive dalle quali risulti che, nonostante il rispetto formale delle condizioni previste dalla normativa dell’Unione, l’obiettivo previsto da tale normativa non è stato raggiunto”. (Conclusioni, par. 84). In secondo luogo, poi, si richiede un elemento soggettivo, “che consiste nella volontà di ottenere un vantaggio derivante  dalla normativa dell’Unione mediante la creazione artificiosa delle condizioni necessarie per il suo ottenimento” (Conclusioni, par. 84). Continua a leggere

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La Corte di giustizia UE ed i “principi” della Carta dei diritti fondamentali nella sentenza Glatzel

Nicole Lazzerini è assegnista di ricerca in diritto dell’Unione europea, Università degli Studi di Parma

Il primo riferimento esplicito della Corte di giustizia ad una delle clausole orizzontali  della Carta dei diritti fondamentali più controversa dal punto di vista politico e costituzionale – l’art. 52, par. 5 – è arrivato nella sentenza con cui, lo scorso 22 maggio, la quinta sezione ha deciso il rinvio pregiudiziale di validità C-356/12, Wolfgang Glatzel c. Freistaat Bayern affermando che le soglie minime di acutezza visiva per il rilascio delle patenti C1 e C1E previste dalla Direttiva 2006/126/CE (almeno 0,8 per l’occhio più sano e almeno 0,1 per l’occhio meno sano) sono conformi agli artt. 20, 21 e 26 della Carta (rispettivamente, “Uguaglianza davanti alla legge”, “Non discriminazione” e “Inserimento delle persone con disabilità”). Continua a leggere

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The ECHR, Judicial Dialogue and General International Law in Cyprus v. Turkey (Just Satisfaction)

On 12 May 2014 the Court, sitting as a Grand Chamber, delivered  the judgment on just satisfaction in Cyprus v. Turkey [hereinafter: Judgment], the first of this kind in inter-State proceedings under art. 33 ECHR. The Court awarded to the applicant State a substantial sum to compensate the material and moral damages suffered by two categories of Greek-Cypriot individual victims of violations of the Convention, i.e. the heirs of the forcibly disappeared and the enclaved inhabitants of Karpas peninsula. One may recall that in the judgment on the merits of 2001 the Grand Chamber had found several violations of the Convention by Turkey, arising out of the military occupation of northern Cyprus in 1974, the continuing division of the territory of Cyprus and the activities of the (still unrecognised) “Turkish Republic of Northern Cyprus” (the “TRNC”). The finding that the lump sums awarded to Cyprus (30.000.000 € and 60.000.000 € for the first and second group respectively) shall be distributed to the affected population (Judgment, para. 58) breaks a ground, indeed prepared by some precedents, and constitutes the most important, but not the only, contribution of the judgment to the development of general international law. Continua a leggere

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David versus the nuclear Goliath: the Marshall Islands sues the nuclear weapon states for breach of their disarmament obligations

Marco Roscini is Reader in international law at the University of Westminster School of Law.

On 24 April, the Marshall Islands filed individual applications before the International Court of Justice (ICJ) against the five nuclear weapon states under the Treaty on the Non-proliferation of Nuclear Weapons (NPT) (United States, United Kingdom, France, Russian Federation, China) and the de facto nuclear weapon states not parties to the NPT (Israel, India, Pakistan, North Korea) claiming a violation of Article VI of the treaty and of its customary counterpart. The Marshall Islands also filed a complaint on the same grounds against the United States and various US organs before a US Federal District Court. While the ICJ has had already the opportunity in the past to address nuclear weapons and nuclear tests, this is the first case specifically dealing with a violation of the NPT. It is not surprising that it is the Marshall Islands that took the initiative: the island state was the location of 67 US atmospheric nuclear tests conducted by the United States from 1946 to 1958. The timing is also meaningful: the applications have been filed after the second Conference on the Humanitarian Impact of Nuclear Weapons in Mexico and just before the NPT Preparatory Committee sessions that will usher to the 2015 Review Conference. The not-so-hidden purpose is to bring back nuclear disarmament to the negotiating table in addition to non-proliferation. Continua a leggere

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Is the Intention of the Parties at the Heart of Interpretation? Some News about Subsequent Practice from The Hague

Luigi Crema è assegnista di ricerca in diritto internazionale, Università degli Studi di Milano

During these first months of 2014 the ICJ has already issued two decisions: recently, and receiving much public attention, in Whaling in the Antarctic (Australia v. Japan); and in January, creating less ripples  in the community of international lawyers, on the delimitation of the sea between Peru and Chile (Maritime Dispute, Peru v. Chile). Both disputes raise many interesting points, although on very different topics. The former deals with the alleged illegality of the conduct of a state according to a multilateral treaty. The latter involves the maritime delimitation between two states decided by the Court, in part by inferring a tacit agreement not even mentioned by the parties in their pleadings, and in part by drawing an equidistant line. The decisions offer many interesting features for consideration. Here, we will focus on what both decisions have in common: that they discuss the interpretation of an agreement, explicit or tacit, and the role played (or not played) by the intention of the parties and their subsequent practice. Continua a leggere

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Il “nuovo quadro” dell’UE per rafforzare lo Stato di diritto: un “contrappeso” ai limiti di applicazione della Carta ex articolo 51?

Rossana Palladino è Dottore di ricerca in “Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia” (Università degli Studi di Salerno) e Professore a contratto di Diritto dell’Unione europea (Università del Sannio).

Il 19 marzo 2014, la Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio una Comunicazione dal titolo “A new EU Framework to strengthen the Rule of Law” – COM(2014) 158 final/2, volta a definire a livello europeo un “nuovo quadro” per rafforzare lo Stato di diritto che, sollecitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio stessi, è finalizzato ad introdurre nuovi meccanismi sanzionatori da applicarsi nei confronti di quegli Stati membri che violano costantemente lo Stato di diritto, ossia quei principi giuridici che consentono di difendere i valori fondamentali dell’Unione europea, come l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge o il corretto esercizio dei poteri pubblici.

La Comunicazione è inscrivibile nella più ampia serie di iniziative intraprese da quest’ultima per dare impulso alla definizione degli obiettivi strategici che saranno contenuti nel nuovo programma pluriennale sullo Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia “post-Stoccolma”. Si fa riferimento, in particolare, alle due Comunicazioni dell’11 marzo 2014 “An open and secure Europe: making it happen” COM(2014)154 e “The EU Justice Agenda for 2012 – Strengthening Trust, Mobility and Growth within the Union” COM(2014) 144 final. In particolare, si evidenzia che in quest’ultima la Commissione ha sollecitato lo sviluppo di uno “spazio comune di giustizia” pienamente operativo, basato su tre elementi chiave: fiducia, mobilità e crescita. In quest’ottica si comprende l’impulso nella definizione di un “nuovo quadro” per il rafforzamento dello Stato di diritto – quale elemento “intrinsecamente connesso” al rispetto della democrazia e dei diritti fondamentali – che persegua il duplice obiettivo di tutelare i suoi valori fondanti e di potenziare la fiducia reciproca e l’integrazione in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne. Continua a leggere

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Dibattito sul SIDIBlog: Verso una codificazione europea del diritto internazionale privato?/Towards a EU PIL Codification? (4) Il futuro regolamento Roma 0 e la qualificazione

Samuel Fulli-Lemaire è dottorando di ricerca in diritto internazionale privato nell’Université Panthéon-Assas (Paris II)

Le divergenze esistenti tra i metodi sottesi alla qualificazione delle espressioni tecnico-giuridiche contenute nelle norme di diritto internazionale privato adottate negli Stati membri costituiscono un problema fondamentale per il diritto internazionale privato europeo, in non poca misura perché i campi d’applicazione rispettivi dei diversi strumenti adottati sulla base dell’art. 81 Tfue vanno spesso determinati grazie a operazioni di qualificazione. Così, si applicherà il futuro regolamento sui regimi patrimoniali fra coniugi piuttosto che il futuro regolamento sui partenariati registrati, a seconda che venga qualificata, dall’ordinamento del foro, come matrimonio o partenariato l’unione formalizzata fra due persone dello stesso sesso. Divergenze di qualificazione fra Stati membri possono quindi far rientrare fattispecie analoghe nell’ambito di applicazione di strumenti europei diversi, conducendo di fatto a un’applicazione differenziata degli stessi.

Ma le difficoltà possono anche sorgere dagli stessi strumenti europei, perché in diversi casi si ritiene possibile che la stessa espressione sia interpretata in modi diversi a seconda del regolamento rilevante. Ad esempio, ci si può chiedere se la qualificazione delittuale dell’azione del subacquirente contro il fabbricante, ritenuta dalla Corte di giustizia dell’Unione nella sentenza Jakob Handte a proposito dell’articolo 5, punto 1, del regolamento “Bruxelles I”, sia o meno trasponibile alla questione della legge applicabile, e condurre all’applicazione del regolamento “Roma II” piuttosto che del regolamento “Roma I”. Certo, un’astratta esigenza di interpretazione uniforme potrebbe far optare per una risposta affermativa (v. anche i considerando (7) e (17) del regolamento “Roma I”), però una parte della dottrina sottolinea che la competenza internazionale ed i conflitti di leggi obbediscono a logiche diverse, ciò che almeno in astratto potrebbe giustificare certe divergenze. Ed infatti la Corte non sempre ricorre all’interpretazione intertestuale (v. in particolare la sentenza Falco Privatstiftung). Continua a leggere

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La dichiarazione di accettazione della giurisdizione della Corte penale internazionale da parte dell’Ucraina: significato, limiti e conseguenze possibili

Marina Mancini è ricercatore di diritto internazionale all’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Il 17 aprile scorso, il Cancelliere della Corte Penale Internazionale (Cpi) ha reso noto di aver ricevuto una dichiarazione dell’Ucraina di accettazione della giurisdizione della Corte  relativamente ai crimini commessi sul suo territorio dal 21 novembre 2013 al 22 febbraio 2014.

Al comunicato stampa pubblicato sul sito della Corte sono allegati tre documenti: una nota dell’Ambasciata ucraina in Olanda indirizzata al Cancelliere in data 9 aprile, con cui si comunica che l’Ucraina accetta la giurisdizione della Corte sulla base dell’acclusa dichiarazione adottata dal Parlamento di Kiev il 25 febbraio; la dichiarazione stessa firmata da Oleksandr Turchynov in qualità di presidente del Parlamento; e una nota del Ministero degli Esteri ucraino indirizzata alla Cpi datata 16 aprile, in cui si precisa che, in seguito alla fuga di Viktor Yanukovych, il Parlamento ha autorizzato Turchynov ad esercitare le funzioni di Presidente dell’Ucraina e che in virtù del diritto interno e del diritto internazionale egli agisce ex officio come Capo di Stato. Continua a leggere

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Il provvedimento del Tribunale di Grosseto sul riconoscimento dei matrimoni same-sex: prime riflessioni

Con un provvedimento del 3 aprile 2014, il Tribunale di Grosseto ha ordinato all’ufficiale di stato civile la trascrizione del matrimonio tra due uomini, cittadini italiani, celebrato secondo le forme previste nello Stato di New York (ai sensi del Marriage Equality Act).

Per la prima volta il giudice italiano ha dunque concesso l’ingresso nell’ordinamento del foro ad un matrimonio tra persone dello stesso sesso per il mezzo della trascrizione del relativo atto amministrativo, veicolo – come è noto – attraverso il quale si manifestano e circolano gli status che da tali atti derivano (la questione della distinzione tra accettazione di un atto pubblico straniero e riconoscimento degli status correttamente creati all’estero è affrontata nella proposta di regolamento sulla circolazione degli atti pubblici in Europa su cui v. questo post).

Per la prima volta, nel 2005, un caso pressoché analogo si era presentato dinanzi all’ufficiale di stato civile del Comune di Latina, a cui una coppia di uomini italiani sposati a L’Aja aveva chiesto la trascrizione dell’atto di matrimonio: proprio avverso il rifiuto opposto dall’ufficiale, sulla base della contrarietà di tale atto all’ordine pubblico (ex art. 18 del dPR. 396/2000 recante il regolamento in materia di ordinamento dello stato civile), i ricorrenti avevano proposto appello, sino a giungere dinanzi alla Corte di cassazione, che si era da ultimo pronunciata con sentenza 15 marzo 2012, n. 4184, più volte richiamata anche dal Tribunale di Grosseto.

Sia pure condivisibile nel risultato, non ci si può sottrarre dal notare come dal punto di vista giuridico il ragionamento del tribunale non poggi su basi solide: il provvedimento del Tribunale di Grosseto costituisce tuttavia occasione per sollevare nuovamente il dibattito  sul delicato tema del riconoscimento, alle coppie omosessuali, del diritto a contrarre matrimonio.

Le perplessità suscitate dalla pronuncia riguardano, “a monte”, A) i motivi sottesi alla decisione del tribunale nonché, “a valle”, B) gli effetti di tale trascrizione nel nostro ordinamento. Continua a leggere

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